Chi sa se il Medioevo, stagione di rivalità laceranti fra nazioni, signorie e luoghi, rese gli uomini più lontani fra loro o paradossalmente più vicini, in quanto toccati dalle medesime venture. Dante Alighieri ad esempio viaggiò la Liguria e ne conobbe i suoi abitanti, nella “Divina Commedia” appaiono sia le Cinque Terre (è Framura “Tra Lerice e Turbia la più diserta, la più rotta ruina...”, Purgatorio III), sia l’Entella fra Chiavari e Lavagna (“fiumana bella” tra Sestri e Chiavari, Purgatorio XIX), e sia infine i poco amati – poco amabili verso di lui? - genovesi: “Ahi Genovesi, uomini diversi d'ogne costume e pien d'ogne magagna, perché non siete voi del mondo spersi?”, siamo in Inferno XXXIII, il recitatissimo canto del conte Ugolino, da quelle parti incontreresti anche il genovese Branca Doria…relegato alle sofferenze della Tolomea come assassino degli ospiti. Ma in un carteggio del 1352 Francesco Petrarca descrive assai diversamente colei che sarebbe divenuta la Superba regina dei mari e dei traffici, Genova gli appare infatti "regale, addossata a una collina alpestre, superba per [gli] uomini e per [le] mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare". Io che sono genovese, da parte mia, del Tigullio e di Lavagna amo le atmosfere ormai rasserenate, mi godo con calma i bei carruggi dei centri storici, le ville e le case-museo ad un passo dal mare, l’ardesia che decora i miei percorsi, fino all’alta chiesa di Santa Giulia, sovrana del suo quieto borgo, casa di Dio che specchia nel sole la facciata chiara. Ma se i poeti non sono meri versificatori, e se la sensibilità di un uomo si coniuga spesso alla sua capacità – benché irrequieta? - di leggere il presente, fu continuamente a Lavagna ospite di amici anche il primo poeta che la Liguria può annoverare fra i “moderni” (lei che ne ebbe poi tanti altri), ti parlo di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1932), autore di liriche tenui, malinconiche e pur durature, io ti consiglio la raccolta “Il viandante”. Gli dedicano vie o busti anche le città di Genova, La Spezia, Ortonovo. Ma per conoscere Lavagna non è dato forse prescindere neppur dall’opera di Guglielmo Bianchi, creativo pittore del paesaggio e della figura – ma anche letterato * - che a Lavagna nacque il 20 agosto 1899, mentre un secolo fra i più importanti nella storia dell’umanità volgeva infine al proprio termine, consegnando ai posteri un’eredità (politica, culturale, artistica…) di straordinaria rilevanza. Nelle sue tele, strade campestri e colori di un paesaggio che i decisori della contemporaneità dovranno impegnarsi a tutelare, fragile habitat sempre a rischio d’estinzione, cuore verde di una terra che per la sua bellezza chiama il mondo intero alle proprie responsabilità, perché al mondo intero offre panorami e scorci irripetibili. * frequentò fra gli altri Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo Umberto Curti, Welcome Management Notizie dalla Riviera di Levante: Lavagna, cuore d’arte del Tigullio
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