Su Deiva Marina sventola Bandiera Blu. Non è il titolo di una popolarissima canzone anni ’60 né un revival degli attacchi pirateschi che giungevano ciclicamente dal mare (i 2 torrioni a protezione della località sono ora nello stemma araldico del paese), ma viceversa il riconoscimento tangibile di un’acqua pulita, a perfetta balneabilità. Eppure Deiva sorse primitivamente in collina, di quegli agglomerati rurali rimangono infatti le frazioni di Mezzema, Piazza, Passano e Castagnola. Ma il primo medioevo fu poi, positivamente, lunga stagione di traffici mare-terra, di marce (a dorso di mulo) sui cosiddetti percorsi del sale, talora riportando dall’Emilia qualche prodotto di quei terreni grassi, generosi, così diversi dai liguri – il mare crudele, invece, donava acciughe e poco altro - . Erano i giorni feudali dei Da Passano, prima che la Repubblica di Genova s’imponesse anche qui un po’ armigera un po’ persuasiva, e prima che la fede costellasse di case di Dio – Sant’Antonio, San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo, Nostra Signora Assunta - un po’ tutto l’abitato. Non pare dunque casuale che Deiva, ogni 6 gennaio, si commuova organizzando quel suggestivo presepe vivente che s’allunga lentamente dentro le viuzze del centro, riproposizione di atmosfere e mestieri del tempo che fu… Commuove del resto anche la sua odorosa coloratissima infiorata del Corpus Domini, in Liguria ne incontri pure a Giusvalla nel savonese e a Diano Marina nell’imperiese, quando sui lastricati un mosaico di petali configura le immagini devozionali care alle cittadinanze. Deiva infine, regina marinara di due dorsali appenniniche, si palesa anche palcoscenico esaltante per i trekkers, ne incontri a centinaia sui luminosi sentieri dove le limonaie rinviano alle liriche di Eugenio Montale, poeta “nobél” di cui resta la villa poco fuori Monterosso, e dove la mano dell’uomo ha sorretto abilmente le fasce coltivate e domato i boschi di castagno. Qui si corre non a caso il “Granfondo” delle Cinque Terre, sempre alla terza domenica di settembre, che si snoda dentro habitat verdi e litoranei che ti lasciano incantato, ecco la vite che dà buoni bianchi, ecco l’ulivo prezioso…, e poi di nuovo querce da sughero, lecci, pini. Se ti piace leggere testimonianze reali, i libri di Gerolamo Bollo, che fu sindaco per trent’anni e più, sono un eccellente spaccato della vita locale, tributo amoroso di un nativo rimasto perennemente fedele alla propria terra (e come dargli torto?). Umberto Curti, Welcome Management Notizie dalla Riviera di Levante: Deiva Marina, Bandiera Blu
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