Nella capponadda ligure c’è tutto l’ingegno di un popolo, che sosteneva le proprie imprese sul mare anche grazie alla sagacia talentuosa con cui confezionava gli alimenti da imbarcare…
E’ una ricetta fredda, che non richiede cottura, con larga profusione di pomodori, capperi, olive, tonno, acciughe, uova sode, origano, olio, sale quanto basta, e naturalmente le gallette del marinaio intinte nell’acqua dove si può diluire un cucchiaio d’aceto * . In cima a tutto, non solo ornamentali, alcune fettine di mosciamme (la parola è araba e giunge dalla Spagna, i liguri dicono anche “musettu”).
La tonnara di Camogli forniva tanta materia prima, indispensabile ad un piatto che rivela qualche affinità anche con la panzanella toscana ** . Accompagnalo, per restare in zona e conferire coerenza territoriale all’abbinamento, con una bianchetta DOC del Golfo del Tigullio (qui non ti mancheranno, del resto, botteghe di tipicità dove perfezionare il tuo shopping).
Io, da parte mia, adoro le capponadde di Laura, che col marito conduce una piccola brasserie sù a San Rocco di Camogli, sommità della Ruta (dalla chiesina la vista su mare e coste è ineguagliabile).
Non a caso, Camogli è tutta nella grazia dei suoi angoli animati e dei suoi panorami dinanzi alle rive, ora sabbiose ora scoscese, rifugio di gozzi, alle quali talora arrivi con ripide discese e scalinate. Il mare compare persino nello stemma comunale, ma l’attuale lungomare è tuttavia relativamente recente, una creazione del 1913, a somiglianza della Promenade nizzarda.
Il museo navale, le case “verticali” tinte con colori squillanti, qualche palazzo patrizio, la basilica di Santa Maria Assunta, il fiero castello della Dragonara *** e infine l’abbazia di San Fruttuoso Capodimonte, in una baietta defilata, dove sono le tombe della famiglia Doria, compongono un paesaggio che è perfetta sintesi della Liguria intera, un capolavoro impressionista dove il tempo si è fermato, ma il verde della tavolozza è anche nei barattoli di pesto profumato, il giallo nei limoni che tintinnano dalle colline, l’azzurro nell’odore delle onde che l’orizzonte mescola al cielo… E se ciò che ispira l’arte ispira di solito anche l’amore, come potresti restare indifferente? Ti aspetto allora il 14 febbraio per le cene romantiche di San Valentino, ma anche alla chiassosissima festa del pesce che, dal 1952, si tiene la seconda domenica di maggio, imbandendo la monumentale frittura nel padellone!
* alla Spezia aggiungono anche un poco di timo
** chiamata talora panmolle, piatto rustico, “povero”, utilizza anche insalata, cetrioli, pepe, insomma quel che c’è…
*** nel ‘500 il corsaro turco Dragut che terrorizzò Rapallo si fece vivo – beninteso - anche qui…
Umberto Curti, Welcome Management
Notizie dalla Riviera di Levante: Una capponadda a Camogli
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