La Spezia, città porto, città arsenale, oggi anche città museo, spazia con lo sguardo sul cosiddetto “Golfo dei Poeti”, il cui nome commemora Shelley e Byron. La costa è frastagliata, con rare spiagge, ma La Spezia sorge ampia nel punto più protetto dell’insenatura, capoluogo ben posizionato fra le Cinque Terre a ponente, le dirimpettaie Lerici e Portovenere, e ad un passo da Sarzana, dalla Lunigiana di confine * , dai fiumi Magra e Vara che disegnano valli interessanti.
Il ruolo della Spezia cresce storicamente a far data dal ‘300, allorché l’ingresso nella sfera d’influenza genovese trasforma via via la città in caposaldo a difesa dei possessi della Superba. L’unificazione ottocentesca della Penisola e l’interessamento di Camillo Benso conte di Cavour fecero infine della Spezia quell’approdo e quell’arsenale militare che giovarono anche ai traffici mercantili e che – fino a gran parte del Novecento – incarnarono la vocazione strategica ed economica più significativa della città.
Il centro storico è un continuo susseguirsi di linguaggi architettonici, e alcuni edifici sapientemente recuperati (fra capitelli, ardesie, decori…) attestano La Spezia come destinazione a pieno titolo culturale, ricca com’è di musei e animata com’è di rassegne e manifestazioni.
Il downtown più profondo è rappresentato dalla signorile via del Prione, pedonalizzata, strada del passeggio. Qui opera il prestigiosissimo Museo Lia, raccolta donata da un collezionista filantropo, che in una casa, la quale fu di religiosi e poi ospedale, abbraccia il meglio delle epoche artistiche antica, medievale e moderna, fra cui – ma non solo! - alcuni capolavori pittorici dal ‘200 al ‘400.
Poco discosto, in una palazzina goticheggiante del primo ‘900, ecco poi il particolarissimo Museo del Sigilli, inaugurato nell’anno 2000 grazie, ancora una volta, ad una generosa donazione da parte della famiglia Cappellini. Il museo, sagacemente allestito, ospita una collezione di circa 1.500 sigilli.
Inoltre, a completare il tour, anche il CAMEC-Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, che alterna a rotazione raccolte private riguardanti sia l’arte nazionale che estera; il Museo Nazionale dei Trasporti, “itinerante”, il quale – grazie anche all’impegno di alcuni infaticabili appassionati – espone nostalgici filobus, autobus e vettori ferroviari, talora utilizzati per escursioni “d’epoca” verso la Lunigiana (con la tratta pontremolese) e verso la Garfagnana; il Museo Tecnico Navale, accanto all’Arsenale, ormai in una bell’area cittadina, a conservare cartografie, polene, modellini, armamenti, relitti, e perfino l’impianto con cui Guglielmo Marconi rice-trasmise i primi messaggi di prova.
Se infine sei un trekker o un biker e adori i panorami verdeblu, non perdere le escursioni fuori città alle frazioni di Campiglia e Tramonti, fra zafferano, fichi d’india, vini DOC e indimenticabili passiti.
* Lunigiana “echeggia” Luni, dove l’archeologia ha recuperato un anfiteatro romano strabiliante, la città fu infatti scalo primario sin dall’antichità… Le statue stele della Lunigiana sono oggi debitamente conservate al Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” della Spezia, presso il fiero castello di San Giorgio. Questa collezione, che “sconfina” verso l’età altomedievale, riunisce anche marmi, statue, mosaici da pavimento, ceramiche…
Umberto Curti, Welcome Management
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