Sesta Godano è in realtà una moltitudine di piccole borgate riunite in un unico Comune. Il doppio toponimo rimanda alla distanza in miglia (6) da Brugnato, tuttora casello autostradale più vicino, e al castello che presidiava i transiti. Del resto, un po’ tutta la valle del Vara * è rurale e – come direbbero gli urbanisti francesi - “perchée”, abbarbicata, arroccata. Nei tempi andati, un’economia assai povera e spesso di mera sopravvivenza s’appoggiava alle castagne con cui preparare gli onnipresenti castagnacci, alle patate, ai fagioli (borlotti), alle zuppe e alle minestre di verdura ** , alle torte di grano… Era tuttavia celebre l’albarola di Lovara, verso Varese Ligure, “vino da duchi”. Un’escursione alle frazioni dell’abitato, sparso nel verde, svela tuttora antichi ponti, antiche vie porticate e decorate, antiche pievi, antichi mulini, e sempre dedali di viottoli archi scalette. Il noto, minuscolo santuario della Madonna della Penna sorge “in una cerchia di pareti a strapiombo che formano ripidi burroni, in fondo ai quale si ode lo scroscio impetuoso del torrente Gòttero”, così si legge in una guida dei luoghi. Ma la risorsa più attrattiva è rappresentata dalle frazioni di Cornice, piacevolissima nei suoi camminamenti chiaroscurali e panoramici, di Mangia, forse fondata dal casato toscano dei Cerchi al tempo delle rivalità guelfo-ghibelline, tutta una galleria di volte in pietra nuda, ed infine di Groppo, quest’ultima posizionata in alto sul monte Gòttero, quasi una spirale concentrica, e caratterizzata dalla presenza di alcune (enigmatiche) sculture apotropaiche, incastonate sui muri delle prime abitazioni, e da alcune case-torri, a fiera guardia.
* fiume incontaminato, ben noto agli appassionati di rafting…
** formalmente, la differenza fra zuppe e minestre è che le prime non contengono pasta
Umberto Curti, Welcome Management
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