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GENOVA,STORIE,TORRI

Occupata dai Romani che non le lesinarono durezze, poi dai Longobardi di re Rotari nell’età delle invasioni barbariche, Genova fu poi ripetutamente percorsa e saccheggiata anche dai pirati saraceni, soprattutto intorno alla metà del secolo X. Luogo di scambi e di transiti, intorno all’anno Mille e in concomitanza col potere vescovile – che s’accordò con gli Obertenghi - Genova iniziò tuttavia la propria ascesa marittima e commerciale, tanto da contribuire anche alle Crociate in terra santa con 8 successive spedizioni. Divenuta sempre più – grazie alle sue “compagne” commerciali - potenza coloniale protesa a levante, nel 1139 la città acquisì addirittura il diritto di coniar moneta. E’ del 6 agosto 1284, poco dopo il crollo degli Stati cristiani in Siria, anche la grande vittoria alla Meloria sui pisani, quantunque i poteri spagnolo e veneziano iniziassero a rendere traballanti alcuni dominii genovesi. Continue contese cittadine tra fazioni filoguelfe (Fieschi…) e filoghibelline (Doria…) resero purtroppo velleitaria anche l’esperienza politica del cosiddetto dogato popolare, benché durasse sino al 1528. Dopo innumerevoli vicende legate ai Visconti, ai francesi, agli Sforza (e la perdita di non pochi possedimenti), l’azione del grande ammiraglio Andrea Doria e l’avvicinamento a Carlo V produssero finalmente per Genova un età, il Cinque e Seicento, caratterizzata per un verso dalle imponenti cinte difensive, ma per un altro verso dagli splendidi palazzi gentilizi che tuttora affollano le vie del centro. Di tante vicende storiche, a datare dal secolo XI rimangono nel “downtown” anche numerose torri nobiliari * , che potrebbero comporre un originale tour turistico-culturale, oltre che architettonico. La torre dei Piccamiglio (1280) presso Porta di Vacca; la torre dei Morchi (1270 e restauri ottocenteschi) vicino a Sottoripa; la duecentesca torre Grimaldina che suggella le architetture di Palazzo Ducale fra Piazza de Ferrari e Piazza Matteotti; la torre dei Maruffi, medievale ed assai ben conservata, presso Via di Canneto il Lungo; la torre dei Vento, affiancata alla chiesa di San Giorgio sull’omonima piazza; la torre degli Embriaci (in realtà della famiglia De Castro) fra il mercato del pesce e l’area di Santa Maria di Castello… Debbo queste ultime notizie al lavoro specifico di due studiose, Maddalena Giordano e Aurora Cagnana, che hanno realizzato un pregevolissimo lavoro di ricerca su questa peculiare tipologia di giacimenti storici. Di tale lavoro, al quale rimando, ha dato notizia anche “Il Secolo XIX”, quotidiano genovese, il 14 febbraio 2009.

 
* quando un “clan” veniva sconfitto, la torre non a caso subiva immediatamente sfregi e mutilazioni. Peraltro, ad affermare il proprio prestigio, i genovesi eressero torri – di cui talora è restata traccia - anche fuori Genova
Umberto Curti, Welcome Management
Notizie dalla Riviera di Levante: Genova, storie, torri
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